“Questo racconto lo ha scritto l’intelligenza artificiale.”
Una frase volutamente provocatoria, scelta per aprire una riflessione sul rapporto tra creatività umana e strumenti generativi.
Viviamo in un’epoca in cui ogni discussione tende a polarizzarsi, e l’AI non fa eccezione. C’è chi la considera una minaccia e chi un’opportunità, spesso senza sfumature. Questa divisione nasce anche dagli algoritmi che filtrano le informazioni che consumiamo, costruendo per ciascuno di noi un mondo su misura.
La creatività, però, è un tratto universale: disegniamo, scriviamo, componiamo per piacere personale e per condividere ciò che immaginiamo. L’arrivo dell’intelligenza artificiale generativa rende questi processi più accessibili e veloci, ma solleva anche interrogativi importanti:
- può attingere, consapevolmente o meno, a idee altrui
- può ridurre il nostro allenamento creativo
- può appiattire i risultati, rendendoli simili tra loro
- può creare concorrenza sleale verso chi produce contenuti originali
- può perdere originalità se addestrata su contenuti generati da altre AI
- richiede trasparenza: è corretto dichiarare quando un’opera è stata realizzata con il suo aiuto
Siamo all’inizio di un percorso complesso, in cui è necessario sperimentare senza ingenuità ma anche senza paura.
Per questo ho preparato una breve guida che mostra nel dettaglio come ho utilizzato l’AI nella stesura dei tre racconti della Trilogia di San Francisco. Potrete così valutare voi stessi se il risultato giustifica il metodo.
La guida può essere scaricata in formato PDF dal link qui sotto.